Un benvenuto concreto

In osservanza al principio di trasparenza che regola l'azione degli uffici pubblici, si invitano i genitori, interessati ad iscrivere i loro figli ai nostri corsi, a visitare gli edifici scolastici in qualsiasi momento di apertura della scuola, rivolgendosi agli uffici di Presidenza. I Docenti vicari accompagneranno gli interessati nella visita agli spazi dove gli allievi svolgono le loro lezioni.
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mercoledì 13 gennaio 2016

Spezia nella Grande Guerra: incontri con l'Autore al Cardarelli

"Spezia 1914, la Grande Guerra nella stampa spezzina" e "Spezia 1915 – Città in guerra", Edizioni Cinque Terre, sono l'argomento dell'incontro di Alberto Scaramuccia con gli studenti dell'Istituto che la Biblioteca ha organizzato in occasione del Centenario della Prima Guerra Mondiale.
Con queste sue ultime ricerche l'Autore analizza quali reazioni la nostra città manifestò di fronte alla Prima Guerra Mondiale che da un anno insanguinava l'Europa e nella quale l'Italia entrò giusto cento anni fa. 
L'indagine, accurata e preziosa, è la prima ricerca monografica compiuta su questo periodo; le fonti utilizzate sono gli antichi periodici spezzini conservati in Rete e che si rivelano fondamentali per spiegare gli atteggiamenti che prendono vita a La Spezia.
Accanto alle posizioni tradizionali che seguivano precise linee politiche (intervento, neutralità, pacifismo), si evidenzia anche un sostanziale disinteresse, nei confronti del conflitto delle più autorevoli testate cittadine che, non appena il Paese interviene, il sostanziale distacco manifestato in precedenza, si trasforma repentinamente in partecipazione appassionata e persuasa. 
La ricerca considera anche che se da un lato tutta la città si attiva per sostenere lo sforzo bellico, per radicata convinzione, e perché nello sconosciuto che è al fronte a cui si dà un aiuto, si vede il familiare che combatte, dall'altro lato la situazione cittadina si fa sempre più pesante: il numero dei poveri “certificati” è sempre più alto; le misure promosse dall'Amministrazione sono inefficaci per contenere il continuo incremento del costo della vita; aumenta la tensione sociale per la disoccupazione e per l'incapacità dei salari a seguire la curva dei prezzi in continua ascesa.



venerdì 17 gennaio 2014

Incontro con l'Autore - ESTER ARMANINO


Biblioteca Camila Basso Castillo Liceo Artistico Musicale

Vetrine, teche e mobili espositori obbligavano a un percorso a serpentina tra innumerevoli varietà di farfalle, scarabei cornuti simili a elefanti in miniatura, insetti foglia giganti, formiche, api, calabroni, mantidi, forbicine, grilli, cavallette, scorpioni, ragni e tarantole, acari e parassiti vegetali, pulci e persino moscerini, fino alla vetrina dei nidi di insetto con un modello di termitaio in scala naturale nel quale avevo immaginato piú volte di intrufolarmi.
La cercavo lí, tra quelle vetrine. Lí c’erano tutti gli aracnidi e gli insetti del mondo, lei non poteva di certo mancare.
Mi sono fermata a osservare attentamente una mantide lunga quasi dieci centimetri, poi le farfalle sudamericane dai colori violenti. Davanti alla teca dei lepidotteri mimetici, ho aguzzato la vista per
distinguerli dall’ambiente che li circondava.
Trovarla è impossibile, ho pensato.
Lei si nasconde, si mimetizza come questi coleotteri, si è colorata per anni della vita di mio padre,
della mia famiglia, e forse è ancora lí, vicino a noi, tutt’uno con il colore di una parete e ci guarda, ci ha guardato al mare e a Natale, a cena e anche dormire, sempre presente ma invisibile, almeno per noi, che non sapevamo di lei.
[...] Fuori dal museo la luce del sole era abbacinante.
La gente mi camminava accanto, mi scontrava malamente, si specchiava nelle vetrine andando molto di fretta.
Immaginavo di fermare tutto, imbalsamare tutti e poi di continuare a camminare in mezzo a loro. Le loro ombre immobili mi coprivano e scoprivano come quelle di alberelli piantati senza logica dappertutto. Era il diorama dell’essere umano e lei si nascondeva lí, immobile e ferma contro un muro, arancione come un autobus, grigia come un palo.
Ma quante sono, pensavo, le persone che si nascondono?